Ogni secondo conta: un modello organizzativo per il soccorso immediato all’arresto cardiaco nelle aree ospedaliere non presidiate a servizio del personale laico e sanitario.


AFFILIAZIONE

ASST Sette Laghi

AUTORE PRINCIPALE

Ing. Gigli Simone

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GRUPPO DI LAVORO

Ing. Gigli Simone – ASST Sette Laghi
Ing. Del Torchio Silvia – ASST Sette Laghi
Ing. Marazzato Giulia – ASST Sette Laghi
Ing. Sollai Paola – ASST Sette Laghi
Dott.ssa D’onofrio Dunia Filomena – ASST Sette Laghi

AREA TEMATICA

Reingegnerizzazione di processi e sistemi di controllo: innovazione nei flussi operativi

ABSTRACT

L’arresto cardiaco è un’emergenza critica la cui sopravvivenza dipende dall’efficienza del sistema di risposta (ERC 2025). Mentre la ricerca attuale si focalizza sui programmi PAD extra-ospedalieri (Public Access Defibrillation) e limita l’analisi intra-ospedaliera ai soli reparti monitorati, nelle grandi strutture sanitarie permane una pericolosa “area grigia”. Si tratta di zone non presidiate (hall, mense, tunnel) dove l’alto afflusso di persone laiche e la mancanza di risorse cliniche immediate rendono il rischio identico al contesto extra-ospedaliero. In questi spazi è dunque fondamentale garantire l’accesso rapido al DAE e un primo soccorso strutturato. Contestualmente, non esistono studi scientifici. Il progetto ha l’obiettivo di colmare questo “gap” progettando e implementando un modello organizzativo che trasferisce i principi dei programmi PAD in un ambiente intra-ospedaliero complesso. Si è partiti con una revisione della letteratura e la raccolta di informazioni secondo la modalità “as-is”, coinvolgendo specialisti del settore. Si è poi implementata una strategia per un’efficacie progettazione di una rete di DAE all’intero di tutte le aree dei Presidi Ospedali eri dell’azienda. Contestualmente, è stata predisposta una pianificazione economica orientata alla sostenibilità e valorizzazione delle risorse. Inoltre, è stata redatta una procedura operativa per la gestione dei dispositivi, disciplinare le modalità d’uso, definire le responsabilità dei referenti clinici e garantire il rigoroso rispetto dei piani di manutenzione e dei controlli periodici. Altresì è stato contestualizzato il progetto all’interno del un piano formativo aziendale. Risultati e conclusioni: l’investimento necessario è stato di circa € 30.000,00 (n. 19 DAE, cartellonistica e segnaletica, teche da interno ed esterno); la procedura operativa è stata certificata e riconosciuta dall’ufficio qualità aziendale; la nuova rete di DAE è stata registrata anche sulla piattaforma regionale PADDLES/AREU; la riorganizzazione tecnologica è stata ricondotta al piano formativo aziendale che ha contato un totale di 128 edizioni di corsi BLSD accreditati IRC (n. 8 edizioni di BLSD per personale laico per un totale di n. 120 partecipanti), con n. 1.245 partecipanti complessivi e con l’80% dei giudizi “Ottimo. I risultati ottenuti dimostrano che un modello ibrido della “catena della sopravvivenza” è, non solo necessario nelle aziende ospedaliere, ma anche tecnicamente sostenibile.



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