L’ingegnere clinico come “esperto indipendente” per la verifica dei requisiti PNRR di case e ospedali di comunità: criticità operative e opportunità professionali


AFFILIAZIONE

Associazione Italiana Ingegneri Clinici

AUTORE PRINCIPALE

Ing. Bergamasco Stefano

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GRUPPO DI LAVORO

Ing. Bergamasco Stefano – Associazione Italiana Ingegneri Clinici
Ing. Belliato Roberto – Associazione Italiana Ingegneri Clinici
Ing. Chiarolla Emilio – Associazione Italiana Ingegneri Clinici
Dott. Manganelli Francesco – Associazione Italiana Ingegneri Clinici

AREA TEMATICA

Reingegnerizzazione di processi e sistemi di controllo: innovazione nei flussi operativi

ABSTRACT

La Missione 6 del PNRR e il DM 77/22 hanno attribuito a Case della Comunità e Ospedali di Comunità un ruolo centrale nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale, ridefinendo spazi, funzioni, tecnologie e modelli organizzativi. In questo contesto l’attività di “esperto indipendente” per la verifica dei requisiti PNRR, svolta dagli autori in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Sardegna, rappresenta un osservatorio privilegiato sulla concreta traducibilità degli standard programmatori in soluzioni operative coerenti con i bisogni dei territori.
Il lavoro presenta l’esperienza maturata nello svolgimento di questo incarico evidenziando il contributo distintivo dell’ingegnere clinico quale figura capace di integrare competenze su tecnologie biomediche, processi sanitari, organizzazione dei servizi, e infrastrutture ospedaliere. Proprio questa visione sistemica consente di valutare non solo la presenza formale degli elementi richiesti, ma soprattutto il loro livello di coerenza, integrazione e sostenibilità nel funzionamento futuro delle strutture.
L’esperienza ha fatto emergere alcune criticità ricorrenti che è stato possibile superare grazie a una stretta interazione tra esperto indipendente e aziende sanitarie anche nelle fasi propedeutiche ai sopralluoghi di verifica: eterogeneità interpretativa dei requisiti, necessità di raccordare progettazione edilizia, dotazione tecnologica e modello organizzativo, difficoltà nel reperimento di evidenze documentali omogenee, variabilità territoriale dei contesti attuativi e complessità nel tradurre target nazionali in assetti locali efficaci.
L’attività di verifica svolta si è rivelata una leva concreta di reingegnerizzazione del processo di presa in carico dei pazienti sul territorio, offrendo l’opportunità di individuare le criticità dei flussi operativi, anticipare i problemi di esercizio, migliorare l’integrazione tra componenti strutturali e tecnologiche e orientare le scelte verso modelli più efficaci e coerenti con la funzione attesa delle nuove strutture territoriali, anche attraverso l’impiego della telemedicina.
Ne deriva una duplice evidenza: da un lato, la complessità e la responsabilità del ruolo; dall’altro, una significativa opportunità di crescita per l’ingegneria clinica, che può rafforzare il proprio posizionamento come interlocutore strategico nei percorsi di innovazione organizzativa, supportando i processi del PNRR da adempimento formale a occasione di miglioramento del sistema salute.



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