
AFFILIAZIONE
Regione Emilia-Romagna
AUTORE PRINCIPALE
Ing. Bandini Gianluca
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GRUPPO DI LAVORO
Ing. Bandini Gianluca – Regione Emilia-Romagna
Dott. Pastori Antonio – Regione Emilia-Romagna
Ing. Del Giudice Donatella – Ausl di Bologna
Ing. Damilano Alessandro – Ausl di Bologna
AREA TEMATICA
Gestione delle tecnologie biomediche
ABSTRACT
In Italia, l’arresto cardiaco improvviso rappresenta una sfida sanitaria critica, dove la sopravvivenza è strettamente legata alla tempestività dell’intervento: l’uso di un defibrillatore entro i primi quattro minuti può garantire una probabilità di salvezza tra il 50% e il 70%. In questo scenario, la Regione Emilia-Romagna ha varato un ambizioso progetto di potenziamento della rete di soccorso, investendo 1,5 milioni di euro per l’acquisto di circa mille nuovi Defibrillatori Automatici Esterni (DAE) con l’obiettivo strategico di raggiungere la quota di 10.000 dispositivi attivi sul territorio, consolidando un primato nazionale che vedeva già nel 2024 oltre 8.300 macchinari censiti in aree extra-ospedaliere (scuole, impianti sportivi e luoghi pubblici.) Nel 2025 sono stati acquisiti 469 DAE, per un totale di 1.032 DAE destinati alle aziende AUSL, quasi tutti comprensivi di Teca (ad eccezione di quelli installati su mezzi mobili delle Forze dell’Ordine).
Il progetto non si limita all’incremento numerico dei dispositivi ma punta su un’integrazione tecnologica d’avanguardia attraverso l’applicazione “DAE RespondER”. Premiata per la sua carica innovativa, l’app sviluppata al 118 dell’Emilia-Romagna, consente alla centrale operativa del 118 di localizzare il DAE più vicino e allertare simultaneamente gli oltre 30.000 cittadini volontari registrati al sistema di allertamento (denominati DAE First Responder) nelle vicinanze del sospetto arresto cardiaco. Studi scientifici pubblicati su riviste internazionali hanno già dimostrato l’efficacia di questo modello: nel 13,4% dei casi analizzati, i soccorritori laici sono giunti sul posto prima dei mezzi di emergenza, iniziando manovre di rianimazione cruciali.
La distribuzione dei nuovi DAE segue una rigorosa analisi territoriale basata su indici di rischio incrociando la densità degli arresti storici (3.897 nel 2023), i tempi medi di soccorso e l’attuale copertura dei DAE. L’investimento regionale è stato ripartito tra le AUSL — da Piacenza alla Romagna — in modo proporzionale alla popolazione, garantendo così un’equità nell’accesso alle cure d’emergenza.
Attraverso la formazione di mezzo milione di cittadini e la possibilità per chiunque di utilizzare il DAE in caso di necessità, il progetto regionale mira a trasformare l’Emilia-Romagna in una comunità cardio-protetta, dove la tecnologia digitale e l’impegno civile si fondono per massimizzare le possibilità di vita dei pazienti colpiti da arresto cardiocircolatorio.
Il progetto non si limita all’incremento numerico dei dispositivi ma punta su un’integrazione tecnologica d’avanguardia attraverso l’applicazione “DAE RespondER”. Premiata per la sua carica innovativa, l’app sviluppata al 118 dell’Emilia-Romagna, consente alla centrale operativa del 118 di localizzare il DAE più vicino e allertare simultaneamente gli oltre 30.000 cittadini volontari registrati al sistema di allertamento (denominati DAE First Responder) nelle vicinanze del sospetto arresto cardiaco. Studi scientifici pubblicati su riviste internazionali hanno già dimostrato l’efficacia di questo modello: nel 13,4% dei casi analizzati, i soccorritori laici sono giunti sul posto prima dei mezzi di emergenza, iniziando manovre di rianimazione cruciali.
La distribuzione dei nuovi DAE segue una rigorosa analisi territoriale basata su indici di rischio incrociando la densità degli arresti storici (3.897 nel 2023), i tempi medi di soccorso e l’attuale copertura dei DAE. L’investimento regionale è stato ripartito tra le AUSL — da Piacenza alla Romagna — in modo proporzionale alla popolazione, garantendo così un’equità nell’accesso alle cure d’emergenza.
Attraverso la formazione di mezzo milione di cittadini e la possibilità per chiunque di utilizzare il DAE in caso di necessità, il progetto regionale mira a trasformare l’Emilia-Romagna in una comunità cardio-protetta, dove la tecnologia digitale e l’impegno civile si fondono per massimizzare le possibilità di vita dei pazienti colpiti da arresto cardiocircolatorio.