Hybrid or by design: framework integrato per la progettazione della sala ibrida


AFFILIAZIONE

Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta

AUTORE PRINCIPALE

Ing. Di Michele Serena

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GRUPPO DI LAVORO

Ing. Di Michele Serena – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta
Ing. De Lucia Orsola – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta
Ing. Sasso Rosalia – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta
Ing. Santanastaso Rosalia – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta
Ing. Conte Federico – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta
Ing. De Cristofano Camillo – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta
Ing. Raucci Pasquale – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta
Ing. Carfora Raffaele – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta

AREA TEMATICA

Progettazione funzionale degli spazi e delle strutture ospedaliere

ABSTRACT

La sala ibrida è tra gli ambienti ospedalieri più complessi: uno spazio in cui imaging interventistico, ventilazione a flusso laminare unidirezionale, bracci pensili multifunzione e infrastrutture impiantistiche avanzate devono coesistere con precisione millimetrica. Eppure, le normative regionali italiane , concepite per la sala operatoria tradizionale, non formalizzano la sala ibrida come categoria distinta e pertanto non forniscono indicazioni su alcuni aspetti quali : posizionamento dell’isocentro angiografico, compatibilità tra tavolo operatorio e sistema di imaging, interferenze tra pensili e unità UCV, portanza strutturale per apparecchiature a soffitto, coordinamento impiantistico e radioprotezione. Da questa analisi nasce lo strumento: un supporto concreto al team di progetto per governare la complessità, integrando normativa, tecnologia e processo in un unico quadro di riferimento. Il lavoro di mappatura ha permesso di identificare tutti i punti critici da valutare e di coinvolgere gli ambiti di competenza necessari – ufficio tecnico, ingegneria clinica, esperto di radioprotezione, clinico — così che nessun passaggio indispensabile venga omesso e il rischio di errori progettuali sia ridotto alla radice. Il risultato è un applicativo web interattivo, accessibile via browser, che guida il team di progetto attraverso undici categorie tematiche coinvolgendo tutti gli attori del processo. Per ciascun ambito, lo strumento segnala gli elementi critici, verifica la coerenza tra le scelte progettuali e genera due output complementari: un layout grafico con la bozza di planimetria della sala, che restituisce visivamente gli spazi occupati e le interferenze rilevate, e un report strutturato che traccia lo stato di avanzamento, distinguendo le attività conformi da quelle ancora da verificare o risolvere. Applicato in chiave retrospettiva a un progetto già realizzato, lo strumento ha dimostrato piena aderenza alla complessità del processo reale e una fruibilità concreta in un contesto operativo autentico.
Il framework rafforza il ruolo dell’ingegneria clinica come interfaccia tra esigenze cliniche, strutturali e tecnologiche. In prospettiva, l’approccio metodologico è trasferibile ad altri contesti clinici tecnologicamente densi — diagnostica per immagini, medicina nucleare, radiologia interventistica — aprendo la strada a una famiglia di strumenti a supporto della progettazione di ambienti sanitari complessi.



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