
AFFILIAZIONE
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
AUTORE PRINCIPALE
Ing. Di Geronimo Antonella
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GRUPPO DI LAVORO
Ing. Di Geronimo Antonella – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
Ing. Pavesi Roberta – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
Ing. Garau Daniele – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
Ing. Pisanello Alessandro – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
AREA TEMATICA
Gestione delle tecnologie biomediche
ABSTRACT
Prevedere il futuro è impossibile, ma progettarlo è un dovere. Questa sfida prende forma nel trasferimento verso la nuova “Città della Salute e della Ricerca” (CdSR) di Sesto San Giovanni: un’operazione da 450 milioni di euro che fonderà le eccellenze della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta. In questa rivoluzione logistica senza precedenti, l’Ingegneria Clinica è la “mente gestionale” che deve garantire sicurezza ed efficienza. Il cuore della ricerca è lo sviluppo di un innovativo Indice di Priorità di Sostituzione (IPS), un modello matematico-statistico progettato per decidere, con rigore oggettivo, il destino di un parco tecnologico di oltre 11.000 unità.
L’elemento di rottura rispetto ai modelli classici è la logica predittiva al 2030. Lo studio non fotografa l’esistente, ma proietta il parco macchine nel futuro attraverso un confronto serrato tra un IPS Tecnico (standard di letteratura) e un IPS Customizzato, che introduce pesi non lineari (esponenziali e logaritmici) nati dall’esperienza operativa sul campo. Necessario è stata l’armonizzazione su base CND, la proiezione dell’età al momento del trasferimento e applicazione di un tasso di crescita composto (CAGR 5,77%) per la rivalutazione economica e per concludere la segmentazione predittiva dei tassi di guasto per superare i limiti statistici dei dispositivi più recenti.
I risultati parlano chiaro: su un dataset raffinato di 2.809 dispositivi, i due modelli mostrano una concordanza dell’83,4%, isolando con precisione chirurgica le unità ad alta criticità (0,6%) concentrate nelle aree cliniche vitali. Lo studio ha così tracciato una roadmap finanziaria precisa, quantificando in 93,9 milioni di euro il fabbisogno per il rinnovo tecnologico necessario al “Day One”.
Il modello IPS proposto trasforma l’obsolescenza da problema a variabile calcolata. Fornisce una “mappa strategica” replicabile, dimostrando come l’Ingegneria Clinica, nella sanità “di domani” sia l’unico attore capace di trasformare l’incertezza del futuro in una pianificazione economica e tecnologica, dimostrando che il futuro non si aspetta: si programma.
L’elemento di rottura rispetto ai modelli classici è la logica predittiva al 2030. Lo studio non fotografa l’esistente, ma proietta il parco macchine nel futuro attraverso un confronto serrato tra un IPS Tecnico (standard di letteratura) e un IPS Customizzato, che introduce pesi non lineari (esponenziali e logaritmici) nati dall’esperienza operativa sul campo. Necessario è stata l’armonizzazione su base CND, la proiezione dell’età al momento del trasferimento e applicazione di un tasso di crescita composto (CAGR 5,77%) per la rivalutazione economica e per concludere la segmentazione predittiva dei tassi di guasto per superare i limiti statistici dei dispositivi più recenti.
I risultati parlano chiaro: su un dataset raffinato di 2.809 dispositivi, i due modelli mostrano una concordanza dell’83,4%, isolando con precisione chirurgica le unità ad alta criticità (0,6%) concentrate nelle aree cliniche vitali. Lo studio ha così tracciato una roadmap finanziaria precisa, quantificando in 93,9 milioni di euro il fabbisogno per il rinnovo tecnologico necessario al “Day One”.
Il modello IPS proposto trasforma l’obsolescenza da problema a variabile calcolata. Fornisce una “mappa strategica” replicabile, dimostrando come l’Ingegneria Clinica, nella sanità “di domani” sia l’unico attore capace di trasformare l’incertezza del futuro in una pianificazione economica e tecnologica, dimostrando che il futuro non si aspetta: si programma.