
AFFILIAZIONE
Università degli Studi di Verona
AUTORE PRINCIPALE
Laureanda Manzo Francesca
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GRUPPO DI LAVORO
Laureanda Manzo Francesca – Università degli Studi di Verona
Dr. Casarotto Maurizio – Ulss 9 Scaligera
Dr. Colato Diego – Ulss 9 Scaligera
Dr. Biesuz Mattia – Università degli Studi di Trento
Dr. Casagranda Alfredo – Università degli Studi di Trento
AREA TEMATICA
Applicazioni innovative di ingegneria per la sanità: idee dalle Università
ABSTRACT
I corsetti per solleva pazienti sono dispositivi medici di Classe I ampiamente utilizzati in ambito ospedaliero per la movimentazione di pazienti.
Nonostante la loro apparente semplicità, costituiscono l’elemento di interfaccia tra paziente e sollevatore, trasferendo il carico e contribuendo alla stabilità del sistema durante il sollevamento. La loro elevata diffusione e l’uso ripetuto nei reparti rendono quindi il rischio di deterioramento e di potenziale rottura un aspetto da considerare con particolare attenzione, in un’ottica di gestione del rischio proporzionata alla frequenza di impiego.
Il presente lavoro, sviluppato nell’ambito del tirocinio presso la U.O.S. di Ingegneria Clinica dell’ULSS 9 Scaligera e oggetto di tesi del c.d.l. in Ingegneria dei Sistemi Medicali per la Persona (Università di Verona), propone un caso studio basato su un approccio tecnico-quantitativo per la valutazione dello stato fisico e meccanico dei corsetti in uso clinico.
Nella pratica, tali dispositivi sono spesso sostituiti secondo un criterio temporale prefissato, indipendentemente dalle reali condizioni di conservazione. L’obiettivo del lavoro è superare questa logica puramente anagrafica, introducendo una metodologia di valutazione basata su parametri fisico-meccanici e fattori degradanti (in particolare cicli di lavaggio e temperatura).
L’attività ha previsto sopralluoghi nei reparti per l’accertamento dello stato del parco corsetti aziendale, prove di carico statico con dinamometri in ambiente clinico, sviluppo di un modello fisico-meccanico per la descrizione delle forze agenti e l’individuazione delle cinque direttrici di carico, prove su tessuto e clip presso il laboratorio dei materiali dell’Università di Trento per la caratterizzazione meccanica e termica e la validazione del modello.
I risultati mostrano che il comportamento meccanico del corsetto dipende principalmente dallo stato di conservazione dei materiali e dalla “storia di carico”, più che dall’età anagrafica. In particolare, anche dispositivi risalenti ai primi anni 2000 mantengono un fattore di sicurezza adeguato sotto carico, mettendo in discussione l’ipotesi di una scadenza fissa.
La metodologia proposta consente di individuare le zone critiche di sollecitazione, supportare una gestione del rischio basata su evidenze e su dati quantitativi e aprire a strategie di manutenzione e sostituzione più efficienti, con potenziali benefici sia in termini di sicurezza sia di ottimizzazione dei costi.
Nonostante la loro apparente semplicità, costituiscono l’elemento di interfaccia tra paziente e sollevatore, trasferendo il carico e contribuendo alla stabilità del sistema durante il sollevamento. La loro elevata diffusione e l’uso ripetuto nei reparti rendono quindi il rischio di deterioramento e di potenziale rottura un aspetto da considerare con particolare attenzione, in un’ottica di gestione del rischio proporzionata alla frequenza di impiego.
Il presente lavoro, sviluppato nell’ambito del tirocinio presso la U.O.S. di Ingegneria Clinica dell’ULSS 9 Scaligera e oggetto di tesi del c.d.l. in Ingegneria dei Sistemi Medicali per la Persona (Università di Verona), propone un caso studio basato su un approccio tecnico-quantitativo per la valutazione dello stato fisico e meccanico dei corsetti in uso clinico.
Nella pratica, tali dispositivi sono spesso sostituiti secondo un criterio temporale prefissato, indipendentemente dalle reali condizioni di conservazione. L’obiettivo del lavoro è superare questa logica puramente anagrafica, introducendo una metodologia di valutazione basata su parametri fisico-meccanici e fattori degradanti (in particolare cicli di lavaggio e temperatura).
L’attività ha previsto sopralluoghi nei reparti per l’accertamento dello stato del parco corsetti aziendale, prove di carico statico con dinamometri in ambiente clinico, sviluppo di un modello fisico-meccanico per la descrizione delle forze agenti e l’individuazione delle cinque direttrici di carico, prove su tessuto e clip presso il laboratorio dei materiali dell’Università di Trento per la caratterizzazione meccanica e termica e la validazione del modello.
I risultati mostrano che il comportamento meccanico del corsetto dipende principalmente dallo stato di conservazione dei materiali e dalla “storia di carico”, più che dall’età anagrafica. In particolare, anche dispositivi risalenti ai primi anni 2000 mantengono un fattore di sicurezza adeguato sotto carico, mettendo in discussione l’ipotesi di una scadenza fissa.
La metodologia proposta consente di individuare le zone critiche di sollecitazione, supportare una gestione del rischio basata su evidenze e su dati quantitativi e aprire a strategie di manutenzione e sostituzione più efficienti, con potenziali benefici sia in termini di sicurezza sia di ottimizzazione dei costi.