
AFFILIAZIONE
Advanced Sterilization Products Italia
AUTORE PRINCIPALE
Dott.ssa Molinari Marzia
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GRUPPO DI LAVORO
Dott.ssa Molinari Marzia – Advanced Sterilization Products Italia
AREA TEMATICA
Innovazione di prodotti dall’Industria
ABSTRACT
Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) associate all’uso dei duodenoscopi, rappresentano una delle principali criticità di gestione del rischio clinico. L’elevata complessità unita ai limiti dei processi tradizionali di ricondizionamento basati sulla disinfezione ad alto livello (HLD), è ampiamente documentata in letteratura come fattore di rischio per la cross contamination anche seguendo procedure corrette e conformi alle linee guida. Tali eventi incidono non solo sulla sicurezza dei pazienti, ma generano un impatto significativo sui costi del sistema sanitario legato alla gestione delle infezioni, all’allungamento delle degenze, all’impiego di risorse aggiuntive e alle dispute medico legali.
In risposta a tali criticità negli ultimi anni si sono diffuse soluzioni monouso che tuttavia presentano impatti significativi in termini di sostenibilità ambientale ed economica. A ciò si aggiungono temi di natura clinica e tecnologica, legati a prestazioni non sempre sovrapponibili a quelle dei duodenoscopi riutilizzabili di fascia alta, con possibili ricadute sulla qualità diagnostica e procedurale.
In questo contesto si inserisce l’innovazione del ciclo ULTRA GI™ sviluppato da Advanced Sterilization Products (ASP) per la sterilizzazione terminale dei duodenoscopi validati con la tecnologia STERRAD™, il cui valore consiste nell’introduzione di un metodo di ricondizionamento per dispositivi altamente complessi, storicamente considerati non sterilizzabili terminalmente. Il ciclo ULTRA GI™ consente di superare i limiti dell’HLD, offrendo un margine di sicurezza superiore senza ricorrere al monouso.
L’impiego di accessori dedicati e validati, e la definizione di workflow applicabili sia alle Centrali di Sterilizzazione che ai dipartimenti di Endoscopia Digestiva, permettono l’integrazione della soluzione senza impatti strutturali rilevanti sull’organizzazione esistente.
Dal punto di vista HTA, il ciclo ULTRA GI™ rappresenta un esempio concreto di innovazione tecnologica sostenibile, capace di coniugare sicurezza del paziente, contenimento dei costi e riduzione dell’impatto ambientale, valorizzando il parco tecnologico già presente tramite upgradabilità software, o con l’introduzione di una nuova apparecchiatura, contribuendo all’evoluzione delle pratiche di ricondizionamento dei duodenoscopi mediante un’alternativa validata all’utilizzo del monouso, rispondendo alle crescenti richieste in tema di prevenzione delle ICA e gestione del rischio clinico.
In risposta a tali criticità negli ultimi anni si sono diffuse soluzioni monouso che tuttavia presentano impatti significativi in termini di sostenibilità ambientale ed economica. A ciò si aggiungono temi di natura clinica e tecnologica, legati a prestazioni non sempre sovrapponibili a quelle dei duodenoscopi riutilizzabili di fascia alta, con possibili ricadute sulla qualità diagnostica e procedurale.
In questo contesto si inserisce l’innovazione del ciclo ULTRA GI™ sviluppato da Advanced Sterilization Products (ASP) per la sterilizzazione terminale dei duodenoscopi validati con la tecnologia STERRAD™, il cui valore consiste nell’introduzione di un metodo di ricondizionamento per dispositivi altamente complessi, storicamente considerati non sterilizzabili terminalmente. Il ciclo ULTRA GI™ consente di superare i limiti dell’HLD, offrendo un margine di sicurezza superiore senza ricorrere al monouso.
L’impiego di accessori dedicati e validati, e la definizione di workflow applicabili sia alle Centrali di Sterilizzazione che ai dipartimenti di Endoscopia Digestiva, permettono l’integrazione della soluzione senza impatti strutturali rilevanti sull’organizzazione esistente.
Dal punto di vista HTA, il ciclo ULTRA GI™ rappresenta un esempio concreto di innovazione tecnologica sostenibile, capace di coniugare sicurezza del paziente, contenimento dei costi e riduzione dell’impatto ambientale, valorizzando il parco tecnologico già presente tramite upgradabilità software, o con l’introduzione di una nuova apparecchiatura, contribuendo all’evoluzione delle pratiche di ricondizionamento dei duodenoscopi mediante un’alternativa validata all’utilizzo del monouso, rispondendo alle crescenti richieste in tema di prevenzione delle ICA e gestione del rischio clinico.