
AFFILIAZIONE
Azienda Ospedaliero – Universitaria Senese
AUTORE PRINCIPALE
Ing. Mezzatesta Vincenzo
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GRUPPO DI LAVORO
Ing. Mezzatesta Vincenzo – Azienda Ospedaliero – Universitaria Senese
Ing. Di Pasquale Ilaria – Estar
Ing. Carocci Catia – Hospital Consulting Spa
Ing. De Pastena Gabriele – Polygon Spa
AREA TEMATICA
Gestione delle tecnologie biomediche
ABSTRACT
Le pompe di infusione farmaci sono apparecchiature le cui caratteristiche in termini di classificazione della tipologia di elettromedicale, destinazione d’uso, volumi e modalità di utilizzo, condizioni contrattuali, le rendono critiche rispetto ai percorsi assistenziali in cui sono utilizzate, e la cui gestione è ancora più complessa quando sono fornite mediante contratti di service/noleggio.
L’AOU Senese, in collaborazione con le strutture che assicurano il servizio di ingegneria clinica, ha istituito un gruppo di lavoro multiprofessionale incaricato di definire un modello di gestione capace di assicurare un governo efficace ed efficiente della fornitura in service/noleggio di pompe di infusione volumetriche e a siringa, strutturando un nuovo modello di gestione basato su tre pilastri:
• Standardizzazione della configurazione delle pompe, attraverso la definizione di una lista farmaci precaricata sulle pompe unica e condivisa per tutte le strutture del presidio
• Creazione di un unico punto di stoccaggio delle pompe di back-up per tutto il presidio, gestito da Tecnologie Sanitarie e Ingegneria Clinica
• Definizione della dotazione predefinita per ogni struttura
Il nuovo modello è stato approvato con una procedura aziendale che disciplina le modalità di gestione rispetto alle fasi principali del ciclo di vita delle pompe all’interno del presidio:
1. Definizione del fabbisogno
2. Modifiche al fabbisogno di pompe d’infusione
3. Gestione di consegna, collaudo, configurazione e assegnazione
4. Gestione dei trasferimenti dei pazienti con infusione in corso
5. Gestione delle richieste di intervento sulle pompe
6. Dismissione
I risultati ottenuti sono significativi su più fronti. La standardizzazione ha incrementato la sicurezza clinica, riducendo il rischio di errori nella somministrazione farmacologica e migliorando l’interoperabilità tra unità operative. La ridistribuzione delle apparecchiature in base ai reali fabbisogni ha ottimizzato l’allocazione tecnologica, con una riduzione del 40% della dotazione nei contesti a minore intensità di cura. L’introduzione di un buffer centralizzato di back-up, pari a circa il 5% della dotazione complessiva, ha infine garantito maggiore resilienza del sistema e un miglior controllo del parco tecnologico.
Il modello si configura come replicabile in altri contesti ospedalieri, offrendo una soluzione concreta per coniugare sicurezza del paziente, efficienza operativa e sostenibilità nella gestione delle tecnologie biomediche.
L’AOU Senese, in collaborazione con le strutture che assicurano il servizio di ingegneria clinica, ha istituito un gruppo di lavoro multiprofessionale incaricato di definire un modello di gestione capace di assicurare un governo efficace ed efficiente della fornitura in service/noleggio di pompe di infusione volumetriche e a siringa, strutturando un nuovo modello di gestione basato su tre pilastri:
• Standardizzazione della configurazione delle pompe, attraverso la definizione di una lista farmaci precaricata sulle pompe unica e condivisa per tutte le strutture del presidio
• Creazione di un unico punto di stoccaggio delle pompe di back-up per tutto il presidio, gestito da Tecnologie Sanitarie e Ingegneria Clinica
• Definizione della dotazione predefinita per ogni struttura
Il nuovo modello è stato approvato con una procedura aziendale che disciplina le modalità di gestione rispetto alle fasi principali del ciclo di vita delle pompe all’interno del presidio:
1. Definizione del fabbisogno
2. Modifiche al fabbisogno di pompe d’infusione
3. Gestione di consegna, collaudo, configurazione e assegnazione
4. Gestione dei trasferimenti dei pazienti con infusione in corso
5. Gestione delle richieste di intervento sulle pompe
6. Dismissione
I risultati ottenuti sono significativi su più fronti. La standardizzazione ha incrementato la sicurezza clinica, riducendo il rischio di errori nella somministrazione farmacologica e migliorando l’interoperabilità tra unità operative. La ridistribuzione delle apparecchiature in base ai reali fabbisogni ha ottimizzato l’allocazione tecnologica, con una riduzione del 40% della dotazione nei contesti a minore intensità di cura. L’introduzione di un buffer centralizzato di back-up, pari a circa il 5% della dotazione complessiva, ha infine garantito maggiore resilienza del sistema e un miglior controllo del parco tecnologico.
Il modello si configura come replicabile in altri contesti ospedalieri, offrendo una soluzione concreta per coniugare sicurezza del paziente, efficienza operativa e sostenibilità nella gestione delle tecnologie biomediche.