Sviluppo di una “usability room” per la sanità digitale: metsviluppo di una “usability room” per la sanità digitale: metodologie di co-progettazione e validazioneodologie di co-progettazione e validazione


AFFILIAZIONE

Laurea Magistrale Bioengineering For Personalized Medicine, Dipartimento di Ingegneria Industriale-Università di Trento

AUTORE PRINCIPALE

Terrenzio Marta

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GRUPPO DI LAVORO

Terrenzio Marta – Laurea Magistrale Bioengineering For Personalized Medicine, Dipartimento di Ingegneria Industriale-Università di Trento
Aldrighetti Giacomo – Laurea Magistrale Bioengineering For Personalized Medicine, Dipartimento di Ingegneria Industriale-Università di Trento
Ganassin Sofia – Laurea Magistrale Bioengineering For Personalized Medicine, Dipartimento di Ingegneria Industriale-Università di Trento
Pasini Alice – Laurea Magistrale Bioengineering For Personalized Medicine, Dipartimento di Ingegneria Industriale-Università di Trento
Perinon Alessandro – Laurea Magistrale Bioengineering For Personalized Medicine, Dipartimento di Ingegneria Industriale-Università di Trento

AREA TEMATICA

Applicazioni innovative di ingegneria per la sanità: idee dalle Università

ABSTRACT

L’usabilità di un dispositivo medico rappresenta la facilità di interazione dell’utente con lo strumento. Influisce su efficacia, intuitività e sicurezza d’uso.
Nel progetto iNEST, il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento, in sinergia con i percorsi formativi della Laurea Magistrale Bioengineering for Personalized Medicine, ha sviluppato un concept di Usability Room (UR).
È una piattaforma metodologica e fisica per valutare l’usabilità dei dispositivi medici e supportarne la co-progettazione con gli utenti finali.
In questo contesto, è stato formato un gruppo di studenti come moderatori, operatori con competenze in ergonomia cognitiva, analisi di rischio dei fattori umani, gestione di dinamiche di gruppo e metodi osservativi.
Nella UR, il moderatore osserva l’utente eseguire dei task pre-definiti per obiettivi clinici. Si chiede all’utente di ragionare ad alta voce, verbalizzando i processi cognitivi alla base delle proprie azioni. Il moderatore raccoglie i feedback, monitora la sessione ed interviene in caso di blocco.
Nello sviluppo della UR sono state condotte valutazioni formative iterative con osservazioni e test su prototipi per creare “quick guide” d’uso dai manuali originali. Sono state poi condotte, su gruppi distinti, valutazioni con scoring in ambienti simulati e realistici, confrontando la funzionalità del manuale verso istruzioni semplificate con pittogrammi e testo ridotto.
Le simulazioni hanno permesso di ricostruire scenari d’uso realistici (come primo utilizzo e operatività routinaria) ed evidenziato criticità: istruzioni ambigue, icone poco intuitive, limiti ambientali (illuminazione e spazi ridotti nello schermo o tra i pulsanti). È risultato che i manuali tradizionali, spesso densi di testo, generano incertezza soprattutto in fase di configurazione. Le “quick guide” hanno migliorato la comprensione e ridotto tempi ed errori, aumentando accuratezza, sicurezza percepita e facilità d’uso, pur richiedendo affinamenti. Nel complesso i risultati sono in linea con i requisiti della IEC 62366‑1 per la validazione dell’usabilità.
La UR coinvolge pazienti, caregiver e operatori sanitari in un ambiente strutturato, consente di definire soluzioni progettuali per migliorare efficacia, sicurezza e qualità dell’uso, individuare fasi critiche ed interventi correttivi. È uno strumento operativo per valutare l’usabilità in ambienti clinici e non, mettendo il paziente al centro.



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