
AFFILIAZIONE
ASST Spedali Civili di Brescia
AUTORE PRINCIPALE
Ing. Goldoni Davide
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GRUPPO DI LAVORO
Ing. Goldoni Davide – ASST Spedali Civili di Brescia
Ing. Viganò Gian Luca – ASST Spedali Civili di Brescia
Prof. Dott Suardi Nazareno – ASST Spedali Civili di Brescia
Dr.ssa Di Luzio Francesca – Boston Scientific S. P. A.
Ing. Brambilla Lucia – Boston Scientific S. P. A.
Ing. De Lorenzo De Lorenzo Mariapaola – Boston Scientific S. P. A.
Ing. Albini Giulia – ASST Spedali Civili di Brescia
Ing. Capuzzo Martina – ASST Spedali Civili di Brescia
Ing. Cicellini Gian Luca – ASST Spedali Civili di Brescia
Ing. Duri Claudia – ASST Spedali Civili di Brescia
Ing. Morandi Luca – ASST Spedali Civili di Brescia
Ing. Ignoti Lucia – ASST Spedali Civili di Brescia
Dr. Pagnoncelli Diego – ASST Spedali Civili di Brescia
Ing. Scarpelli Martina – ASST Spedali Civili di Brescia
AREA TEMATICA
Reingegnerizzazione di processi e sistemi di controllo: innovazione nei flussi operativi
ABSTRACT
L’Iperplasia Prostatica Benigna (IPB) è una delle patologie urologiche a più alta prevalenza nella
popolazione maschile. La sua gestione chirurgica è frequentemente penalizzata dalla priorità
assegnata a condizioni più urgenti, con conseguente allungamento delle liste d’attesa.
Il presente progetto, sviluppato in collaborazione tra Ingegneria Clinica, Unità Operativa di
Urologia dell’ASST Spedali Civili di Brescia e due partner esterni nel settore biomedicale e della
logistica, si propone di ottimizzare la programmazione chirurgica per pazienti con IPB mediante
un approccio Plan-Do-Act-Check. Complessivamente, il progetto ha seguito un approccio Lean
e data-driven, basato su analisi, sperimentazione e misurazione continua dei risultati, con il
coinvolgimento attivo del team clinico e della direzione sanitaria in tutte le fasi.
La metodologia ha previsto la mappatura completa del percorso assistenziale, interviste semi-
strutturate con il personale clinico, analisi retrospettiva dei dati operatori e sviluppo del modello
simulativo alimentato da dati reali. Tale strumento rappresenta un ambiente dinamico e data-
driven che, integrando dati storici e parametri reali (quali per esempio disponibilità di posti letto,
durata delle procedure, tipologia di intervento, classi di priorità etc) consente di riprodurre il
funzionamento del reparto e simulare scenari organizzativi alternativi. Le simulazioni preliminari
hanno evidenziato risultati promettenti: riduzione del 18% della domanda di tempo operatorio,
incremento dell’utilizzo delle sale dal 78% al 90,8%, riduzione del 37% della domanda di posti
letto e aumento del 15% del throughput chirurgico complessivo, ottenuti grazie all’integrazione
strategica di tecniche mini-invasive e a una pianificazione più efficiente delle sedute operatorie.
Il monitoraggio dell’impatto si basa su KPI strutturati: percentuale di pazienti operati entro i
tempi previsti per classe di priorità, tempo medio di attesa, tasso di saturazione delle sedute e
riduzione delle giornate di degenza post-operatoria.
L’originalità del progetto risiede nell’applicazione del Digital Twin a fini organizzativi e non
esclusivamente clinici, configurandosi come modello evidence-based potenzialmente
trasferibile ad altri contesti ospedalieri con analoghe criticità nella gestione dei percorsi
chirurgici.
popolazione maschile. La sua gestione chirurgica è frequentemente penalizzata dalla priorità
assegnata a condizioni più urgenti, con conseguente allungamento delle liste d’attesa.
Il presente progetto, sviluppato in collaborazione tra Ingegneria Clinica, Unità Operativa di
Urologia dell’ASST Spedali Civili di Brescia e due partner esterni nel settore biomedicale e della
logistica, si propone di ottimizzare la programmazione chirurgica per pazienti con IPB mediante
un approccio Plan-Do-Act-Check. Complessivamente, il progetto ha seguito un approccio Lean
e data-driven, basato su analisi, sperimentazione e misurazione continua dei risultati, con il
coinvolgimento attivo del team clinico e della direzione sanitaria in tutte le fasi.
La metodologia ha previsto la mappatura completa del percorso assistenziale, interviste semi-
strutturate con il personale clinico, analisi retrospettiva dei dati operatori e sviluppo del modello
simulativo alimentato da dati reali. Tale strumento rappresenta un ambiente dinamico e data-
driven che, integrando dati storici e parametri reali (quali per esempio disponibilità di posti letto,
durata delle procedure, tipologia di intervento, classi di priorità etc) consente di riprodurre il
funzionamento del reparto e simulare scenari organizzativi alternativi. Le simulazioni preliminari
hanno evidenziato risultati promettenti: riduzione del 18% della domanda di tempo operatorio,
incremento dell’utilizzo delle sale dal 78% al 90,8%, riduzione del 37% della domanda di posti
letto e aumento del 15% del throughput chirurgico complessivo, ottenuti grazie all’integrazione
strategica di tecniche mini-invasive e a una pianificazione più efficiente delle sedute operatorie.
Il monitoraggio dell’impatto si basa su KPI strutturati: percentuale di pazienti operati entro i
tempi previsti per classe di priorità, tempo medio di attesa, tasso di saturazione delle sedute e
riduzione delle giornate di degenza post-operatoria.
L’originalità del progetto risiede nell’applicazione del Digital Twin a fini organizzativi e non
esclusivamente clinici, configurandosi come modello evidence-based potenzialmente
trasferibile ad altri contesti ospedalieri con analoghe criticità nella gestione dei percorsi
chirurgici.