
AFFILIAZIONE
Gestione Tecnico Patrimoniale ASST
AUTORE PRINCIPALE
Arch. Bianchera Ilaria
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GRUPPO DI LAVORO
Arch. Bianchera Ilaria – Gestione Tecnico Patrimoniale ASST
Ing. Vallicelli Simona – Gestione Tecnico Patrimoniale ASST
Ing. Franzoni Marco – Servizio Ingegneria Clinica ASST
AREA TEMATICA
Progettazione funzionale degli spazi e delle strutture ospedaliere
ABSTRACT
La progettazione funzionale degli spazi ospedalieri rappresenta oggi una leva strategica per coniugare qualità clinica
Il processo è stato guidato da un team multidisciplinare – clinici, SIC, fisica, DS, UT (PM). Pur non possibile l’immediata installazione della TAC, il PFTE ha previsto la completa predisposizione impiantistica e strutturale, introducendo come opzione contrattuale la fornitura della stessa entro 24 mesi, qualora reperita la disponibilità finanziaria.
Approccio multidisciplinare, metodologie Project Management, attenzione alla gestione dei rischi e stakeholder. Ne emerge un modello replicabile, in cui l’innovazione risiede nelle tecnologie, ma anche nella capacità di ripensare processi, strumenti e cultura progettuale, aprendo prospettive evolutive anche verso modelli agili applicati alla sanità
Modello di coprogettazione multidisciplinare strutturata.
L’innovazione risiede nell’aver impostato fin dalle fasi (PFTE) un processo integrato, iterativo e collaborativo, con strumenti di Project Management. Coinvolgimento continuativo di tutte le competenze – cliniche, tecniche e gestionali – per costruire un quadro esigenziale validato, traducendolo in requisiti progettuali chiari, misurabili e verificabili in fase di gara.
Rispetto agli approcci tradizionali, la coprogettazione ha introdotto alcuni elementi distintivi:
● Centralità del bisogno clinico reale
● Integrazione precoce tra edilizia, impianti e tecnologie biomedicali
Dal punto di vista metodologico, il processo si è articolato attraverso strumenti tipici del PM, evidence-based e condiviso. Si è passati da “consegna di elaborati” a costruzione di valore. Ogni scelta progettuale è tracciabile rispetto agli obiettivi clinici e organizzativi.
L’innovazione non è quindi solo nel risultato (la sala operatoria ibrida), ma nel processo.
Gestione della realizzazione. Obiettivo, garantire continuità dell’attività chirurgica. È stato possibile limitare la chiusura delle sale interessate a 15 giorni distribuiti su circa 350 giorni di lavori.
Pianificazione sale rimaste sempre funzionanti.
● Scomposizione dell’intervento in micro-fasi (work packages)
● Analisi delle interferenze
● Integrazione continua tra cronoprogramma lavori e scheduling chirurgico
L’innovazione risiede nella capacità di trasformare il vincolo della continuità operativa in un driver progettuale e gestionale, rendendo il cantiere parte integrante del sistema ospedale e non un elemento esterno e interferente.
Il processo è stato guidato da un team multidisciplinare – clinici, SIC, fisica, DS, UT (PM). Pur non possibile l’immediata installazione della TAC, il PFTE ha previsto la completa predisposizione impiantistica e strutturale, introducendo come opzione contrattuale la fornitura della stessa entro 24 mesi, qualora reperita la disponibilità finanziaria.
Approccio multidisciplinare, metodologie Project Management, attenzione alla gestione dei rischi e stakeholder. Ne emerge un modello replicabile, in cui l’innovazione risiede nelle tecnologie, ma anche nella capacità di ripensare processi, strumenti e cultura progettuale, aprendo prospettive evolutive anche verso modelli agili applicati alla sanità
Modello di coprogettazione multidisciplinare strutturata.
L’innovazione risiede nell’aver impostato fin dalle fasi (PFTE) un processo integrato, iterativo e collaborativo, con strumenti di Project Management. Coinvolgimento continuativo di tutte le competenze – cliniche, tecniche e gestionali – per costruire un quadro esigenziale validato, traducendolo in requisiti progettuali chiari, misurabili e verificabili in fase di gara.
Rispetto agli approcci tradizionali, la coprogettazione ha introdotto alcuni elementi distintivi:
● Centralità del bisogno clinico reale
● Integrazione precoce tra edilizia, impianti e tecnologie biomedicali
Dal punto di vista metodologico, il processo si è articolato attraverso strumenti tipici del PM, evidence-based e condiviso. Si è passati da “consegna di elaborati” a costruzione di valore. Ogni scelta progettuale è tracciabile rispetto agli obiettivi clinici e organizzativi.
L’innovazione non è quindi solo nel risultato (la sala operatoria ibrida), ma nel processo.
Gestione della realizzazione. Obiettivo, garantire continuità dell’attività chirurgica. È stato possibile limitare la chiusura delle sale interessate a 15 giorni distribuiti su circa 350 giorni di lavori.
Pianificazione sale rimaste sempre funzionanti.
● Scomposizione dell’intervento in micro-fasi (work packages)
● Analisi delle interferenze
● Integrazione continua tra cronoprogramma lavori e scheduling chirurgico
L’innovazione risiede nella capacità di trasformare il vincolo della continuità operativa in un driver progettuale e gestionale, rendendo il cantiere parte integrante del sistema ospedale e non un elemento esterno e interferente.