
AFFILIAZIONE
Università degli Studi di Padova
AUTORE PRINCIPALE
Dr. Mancin Roberto
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GRUPPO DI LAVORO
AREA TEMATICA
ABSTRACT
OBIETTIVI: Sviluppare sistemi di Brain-Computer Interface (BCI) pediatrici che permettano a ogni giovane paziente di pilotare un avatar robotico. L’intento primario è trasformare la percezione del “tempo vuoto” ospedaliero in momenti di impegno attivo, migliorando il benessere del bambino o del ragazzo.
METODOLOGIA: Il sistema integra una BCI Pediatrica con “pet-robot” intelligenti ed empatici. In un task di distrazione attiva, il movimento del robot è regolato in tempo reale dallo stato emotivo del bambino. Algoritmi di IA decodificano pattern EEG (es. Asimmetria Alfa e rapporto Theta/Beta): la calma garantisce fluidità al robot, mentre lo stress ne riduce le prestazioni. Il modello si calibra sulla baseline individuale del pilota, fornendo feedback e incoraggiamenti personalizzati.
RISULTATI E IMPATTO: Il biofeedback riduce proattivamente stress e dolore in fase acuta e subacuta, anche durante procedure invasive. Evidenze preliminari mostrano una correlazione positiva tra l’interazione robotica e la riduzione di marcatori fisiologici dello stress, quali cortisolo e risposta galvanica (GSR/EDA).
CONCLUSIONI: La standardizzazione e la sicurezza dei protocolli sono essenziali per prevenire traumi psicologici durante l’ospedalizzazione. Le evidenze del gruppo mostrano che la sinergia tra ingegneria e clinica abilita una reale “umanizzazione tecnologica” delle cure. La validazione delle TNF basate su robotica sociale è quindi cruciale per fornire a clinici e strutture strumenti innovativi e migliorare gli standard della pediatria moderna.
ORIGINALITA’: Il progetto è guidato da Roberto Mancin che, alla fine dell’estate del ’92 presso l’ospedale S.Bortolo di Vicenza, ha vissuto un’esperienza rarissima: risvegliarsi muto e paralizzato da un breve coma post-traumatico. In uno stato di pseudocoma Roberto viveva il paradosso di un corpo silente e una coscienza spesso vigile, testimone lucido di una realtà che lo credeva assente. Per il timore di rivivere quell’angosciante impotenza durata alcune settimane, Roberto ha trasformato il suo vissuto traumatico in una sfida straordinaria.