Implementazione di tecniche anestesiologiche a basso flusso ed analisi dei benefici ambientali, clinici ed economici presso l’istituto nazionale tumori IRCCS fondazione «g. Pascale»


AFFILIAZIONE

Istituto Nazionale Tumori IRCCS ” G. Pascale”

AUTORE PRINCIPALE

Ing. D’antò Michela

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GRUPPO DI LAVORO

Ing. D’antò Michela – Istituto Nazionale Tumori IRCCS " G. Pascale"
Ing. De Rosa Marco – Istituto Nazionale Tumori IRCCS " G. Pascale"
Dr. Cuomo Arturo – Istituto Nazionale Tumori IRCCS " G. Pascale"
Ing. Castaldo Mimma – Istituto Nazionale Tumori IRCCS " G. Pascale"
Ing. D’agostino Giuseppe – Istituto Nazionale Tumori IRCCS " G. Pascale"
Ing. Chiantese Stefano – Istituto Nazionale Tumori IRCCS " G. Pascale"
Ing. Prisco Micaela – Istituto Nazionale Tumori IRCCS " G. Pascale"
Ing. Petruccelli Arianna – Istituto Nazionale Tumori IRCCS " G. Pascale"
Prof. Ponsiglione Alfonso Maria – Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Prof. Romano Maria – Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Prof. Amato Francesco – Università degli Studi di Napoli "Federico II"

AREA TEMATICA

Esperienze in ottica di sostenibilità ambientale

ABSTRACT

Introduzione
L’impiego non ottimizzato di gas anestetici volatili nella moderna pratica anestesiologica contribuisce in modo rilevante all’impatto ambientale ed economico dei sistemi sanitari. L’esigenza di far fronte a queste problematiche, mantenendo al contempo elevati gli standard di sicurezza clinica legati alle condizioni ventilatorie del paziente, ha promosso l’impiego delle tecniche anestesiologiche a basso flusso (LFA). Come mostrato nel presente studio condotto presso l’IRCCS Pascale, tali metodiche rappresentano una strategia promettente in grado di coniugare benefici clinici e riduzione dei costi ospedalieri, congiuntamente ad una significativa diminuzione delle emissioni di gas serra.
Obiettivi
In questo contesto, l’IRCCS G. Pascale (Napoli) in collaborazione con l’Università degli studi di Napoli “Federico II” ha condotto uno studio il cui obiettivo è l’analisi dei benefici ambientali, economici e clinici derivati dall’implementazione delle tecniche LFA. A tale scopo è stato effettuato un monitoraggio costante tramite software dedicati ed un’analisi delle emissioni di CO₂ equivalente associate all’utilizzo dei gas anestetici volatili (desflurano e sevoflurano) nei 5 sistemi di anestesia utilizzati , dei relativi costi e del parametro ventilatorio compliance polmonare dinamica (Cdyn). Nell’ottica del miglioramento continuo della procedura in essere, il progetto ha previsto due interventi formativi, a distanza di circa 4 mesi ciascuno, rivolti al personale della S.C. Anestesia e Rianimazione, nonché la diffusione interna delle linee guida SIAARTI relative.
Materiali e metodi
Lo studio è stato condotto utilizzando la metodologia DMAIC (Define, Measure, Analyze, Improve,Control). I dati sono stati raccolti tramite un software di monitoraggio dedicato e analizzati su un periodo di 12 mesi. L’analisi dei dati ha previsto l’impiego di BoxPlot e test statistici per valutare le differenze tra le distribuzioni dei dati nei periodi analizzati, mentre dei run chart sono stati utilizzati per identificare tendenze e variazioni nel tempo.
Conclusioni
I risultati mostrano una diminuzione delle emissioni di CO₂eq del 45,6%, una diminuzione dei costi del 32,5% ed un incremento della compliance dinamica polmonare del 6,6%. Il risparmio economico è stato di 8.087,20 € pari al costo di manutenzione annuale delle 5 apparecchiature per anestesia, con una riduzione delle emissioni di CO₂eq di 20.741,80 kg, equivalente a circa 172.848 km percorsi da un’autovettura.



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