Oltre il confine del polmone: la rivoluzione robotica ion nella caccia AI noduli periferici


AFFILIAZIONE

Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori

AUTORE PRINCIPALE

Ing. Garau Daniele

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GRUPPO DI LAVORO

Ing. Garau Daniele – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
Ing. Pavesi Roberta – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
Ing. Sanna Nicola – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori

AREA TEMATICA

Esperienze e metodologie di valutazione delle tecnologie

ABSTRACT

Per anni la diagnosi del tumore del polmone è stata limitata da una difficoltà concreta: il raggiungimento sicuro e preciso dei noduli polmonari più periferici. L’evoluzione delle tecnologie endoscopiche ha progressivamente spostato questo limite, riducendo la distanza tra il sospetto diagnostico e la conferma clinica. Anticipare la diagnosi significa infatti anticipare l’inizio del trattamento, in un contesto in cui anche poche settimane possono influenzare significativamente la storia naturale della malattia. Nel report, il problema viene analizzato non solo come sfida tecnica, ma come un intero percorso diagnostico. Tra l’identificazione del nodulo alla TC e la scelta tra EBUS o biopsia transtoracica, si accumulano tempi, esposizioni e possibili complicanze che incidono sia sul paziente sia sull’organizzazione sanitaria. In questo scenario si inserisce la broncoscopia robotica ION, intesa non come fine tecnologico, ma come strumento per migliorare la diagnosi dei noduli periferici indeterminati e favorire un accesso rapido a cure appropriate. Per valutare in modo sistematico l’introduzione di questa tecnologia è stato adottato un approccio di HTA articolato sui nove domini, con l’obiettivo di stimarne l’impatto nel contesto aziendale. L’analisi prende avvio dalla definizione della popolazione di riferimento: in un orizzonte temporale di cinque anni si stima il trattamento di 1.514 pazienti, di cui 1.074 potenzialmente candidabili al percorso robotico. Sul piano delle evidenze è stata condotta una revisione sistematica della letteratura secondo metodologia PICO e PRISMA, valutando sicurezza ed efficacia rispetto alle tecniche correnti. L’attenzione si è concentrata sugli outcome più rilevanti per il processo decisionale, in particolare la resa diagnostica e le complicanze procedurali, come pneumotorace e sanguinamento. Il cuore dello studio è l’analisi economica e organizzativa il percorso di cura è stato mappato in quattro macrofasi screening, biopsia, intervento chirurgico e post-operatorio. Sono stati valorizzati i costi di personale, consumabili, apparecchiature e costi generali, includendo quelli legati agli eventi avversi. Lo scenario basale è stato confrontato con due modelli innovativi su una popolazione target di 342 pazienti l’anno. La RAB non sostituisce la tecnica tradizionale, ma ne amplia le potenzialità. Riducendo l’incertezza diagnostica, orienta il percorso clinico verso diagnosi più tempestive e cure più appropriate.



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