
AFFILIAZIONE
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
AUTORE PRINCIPALE
Ing. De Gennaro Laura
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GRUPPO DI LAVORO
Ing. De Gennaro Laura – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
Prof. Corvaglia Luigi Tommaso – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
Dott.ssa Capretti Mariagrazia – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
Dott.ssa Aceti Arianna – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
Dott.ssa Marsico Concetta – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
Dott.ssa Beghetti Isadora – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
Dott.ssa Lotito Barbara – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
Ing. Di Palma Luisa – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
Ing. Lambertini Paride – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
Ing. Amodio Vincenzo – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
Ing. Capitani Luca – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico di Sant’orsola
AREA TEMATICA
Reingegnerizzazione di processi e sistemi di controllo: innovazione nei flussi operativi
ABSTRACT
Introduzione e Visione
Il contatto pelle a pelle (skin-to-skin contact – SSC) immediato e prolungato è il gold standard dell’assistenza neonatale, fondamentale per la stabilità cardiorespiratoria e il legame madre-neonato. Tuttavia, le prime ore di vita nascondono un’insidia rara ma drammatica: la Sudden Unexpected Postnatal Collapse (SUPC), un collasso improvviso che colpisce neonati apparentemente sani, portando a morte o gravi disabilità nel 25-50% dei casi. Il progetto NEO-SUPC, inserito nel programma DARE – Digital Lifelong Prevention (Fondi PNRR/PNC), nasce per colmare il divario tra la promozione del legame naturale e l’esigenza di una sicurezza clinica assoluta.
L’Innovazione Tecnologica
L’elemento distintivo del progetto è l’integrazione della tecnologia wearable d’avanguardia nel percorso nascita. Lo studio utilizza un dispositivo medico certificato CE costituito da una fascia tessile sensorizzata, morbida e monouso/monopaziente. Questo sistema permette il monitoraggio continuo di frequenza cardiaca e respiratoria tramite Bluetooth, trasmettendo i dati a una centralina remota presidiata dal personale sanitario. A differenza dei monitor tradizionali, questa soluzione non interferisce con l’intimità della diade, garantendo un “angelo custode” digitale invisibile ma vigile.
Obiettivi e Impatto Atteso
• Sicurezza del Paziente: Ridurre drasticamente il rischio di mortalità e morbilità legata alla SUPC attraverso il riconoscimento in tempo reale di bradicardie o apnee.
• Qualità delle Cure: Valutare la tollerabilità dello strumento per famiglie e operatori, assicurando che la tecnologia sia percepita come un supporto e non come una barriera.
• Sostenibilità dell’Allattamento: Dimostrare che un monitoraggio avanzato non ostacola, ma favorisce il successo dell’allattamento materno esclusivo alla dimissione.
Metodologia e Popolazione
Lo studio, condotto presso l’IRCCS AOU di Bologna, coinvolgerà complessivamente 1100 neonati (EG ≥ 35 settimane). Il protocollo prevede un monitoraggio rigoroso nelle prime 2 ore di vita, il periodo a più alto rischio, con un follow-up clinico e neuroevolutivo fino a 6 mesi per i casi critici.
NEO-SUPC rappresenta l’eccellenza nella ricerca clinica spontanea: trasforma una criticità assistenziale nota in un’opportunità di miglioramento tecnologico. È un modello replicabile di “umanizzazione tecnologica” che protegge la vita nel suo momento più vulnerabile, rispettando la sacralità del primo abbraccio tra madre e figlio.
Il contatto pelle a pelle (skin-to-skin contact – SSC) immediato e prolungato è il gold standard dell’assistenza neonatale, fondamentale per la stabilità cardiorespiratoria e il legame madre-neonato. Tuttavia, le prime ore di vita nascondono un’insidia rara ma drammatica: la Sudden Unexpected Postnatal Collapse (SUPC), un collasso improvviso che colpisce neonati apparentemente sani, portando a morte o gravi disabilità nel 25-50% dei casi. Il progetto NEO-SUPC, inserito nel programma DARE – Digital Lifelong Prevention (Fondi PNRR/PNC), nasce per colmare il divario tra la promozione del legame naturale e l’esigenza di una sicurezza clinica assoluta.
L’Innovazione Tecnologica
L’elemento distintivo del progetto è l’integrazione della tecnologia wearable d’avanguardia nel percorso nascita. Lo studio utilizza un dispositivo medico certificato CE costituito da una fascia tessile sensorizzata, morbida e monouso/monopaziente. Questo sistema permette il monitoraggio continuo di frequenza cardiaca e respiratoria tramite Bluetooth, trasmettendo i dati a una centralina remota presidiata dal personale sanitario. A differenza dei monitor tradizionali, questa soluzione non interferisce con l’intimità della diade, garantendo un “angelo custode” digitale invisibile ma vigile.
Obiettivi e Impatto Atteso
• Sicurezza del Paziente: Ridurre drasticamente il rischio di mortalità e morbilità legata alla SUPC attraverso il riconoscimento in tempo reale di bradicardie o apnee.
• Qualità delle Cure: Valutare la tollerabilità dello strumento per famiglie e operatori, assicurando che la tecnologia sia percepita come un supporto e non come una barriera.
• Sostenibilità dell’Allattamento: Dimostrare che un monitoraggio avanzato non ostacola, ma favorisce il successo dell’allattamento materno esclusivo alla dimissione.
Metodologia e Popolazione
Lo studio, condotto presso l’IRCCS AOU di Bologna, coinvolgerà complessivamente 1100 neonati (EG ≥ 35 settimane). Il protocollo prevede un monitoraggio rigoroso nelle prime 2 ore di vita, il periodo a più alto rischio, con un follow-up clinico e neuroevolutivo fino a 6 mesi per i casi critici.
NEO-SUPC rappresenta l’eccellenza nella ricerca clinica spontanea: trasforma una criticità assistenziale nota in un’opportunità di miglioramento tecnologico. È un modello replicabile di “umanizzazione tecnologica” che protegge la vita nel suo momento più vulnerabile, rispettando la sacralità del primo abbraccio tra madre e figlio.